martedì 28 ottobre 2008

sogno n.2

Entro a casa, il soggiorno è tale e quale al consueto, nessuna distorsione dello spazio o dell'arredamento se non che i muri sono completamente ricoperti di una bianca materia vischiosa che assomiglia al cotone.
Questa massa filamentosa ha del terribile e del magnifico; certo non me l'aspettavo aprendo il portoncino, ma essa è stesa con una grazia tale da apparire un manto elegante e prezioso.
Realizzo che si tratta di un'infinita ragnatela.
Appesi al soffitto, due grossi ragni femmina neri di almeno venti centimetri di diametro tessono la trama. Nonostante la sorpresa, mi sento parecchio tranquilla.
Riesco a comunicare con le bestie a parole pensate, loro mi ascoltano, comprendono e rispondono.
Gentilmente approcciando mi rivolgo loro, dicendo che trovo la presenza non poi così fastidiosa, piuttosto però scomoda ed insolita.
Mi offro dunque di costruire una struttura esterna alla casa, una costruzione che possa accogliere confortevolmente le bestie almeno quanto il mio salotto.
Alché una di esse dall'alto mi chiede se forse è perché ho disgusto o paura di loro.
Io rispondo che no, non è per via di disgusto o paura, confesso però un mio senso di terrore all'idea di venire accidentalmente in contatto con quelle ispide zampe nere, come se avessi potuto rabbrividire nel ritrovarmele per caso sulla pelle.
Allora una scende, verticale perfetta lungo il suo cordoncino prezioso, e mi prega di avvicinarmi.

"Vieni qui, senti:
è come una mano"

Io tendo il palmo e la bestia si adagia su esso, combacia perfettamente e io stringo le dita, mi sembra un gesto così pieno d'amore che mi sveglio commossa e penso di aver stretto fialmente un patto con il mondo dei ragni.

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