quanto adoro l'improvviso
lo stucco, il momento e la bocca che si spalanca
adoro la brutta figura, la reazione a diamante
la faccia stordita dal flash notturno
e a volte una smorfia se c'è qualcosa di storto
qualcosa di troppo, qualcosa di meno, la difesa del gatto
esci da dietro il mantello, si spacca un piatto
si rizza la coda i capelli si tende il sorriso
e poi perlopiù va a finire a ridere, a volte a gridare
ad ogni modo ci si vuol bene, qualcosa è stato condiviso
qualcosa che necessariamente usciva dal tempo
troppo di fronte al muro degli occhi
domenica 14 febbraio 2010
mostro monocolo contro cavallo bianco, sopra la scrivania
l'immobilità degli oggetti conserva una vuota prepotenza
fermo il ghigno, la ripresa, lo scatto del muscolo plastico
personaggi congelati
e io a immaginare l'effetto del disgelo
la temperatura dell'ambiente che ad un tratto incombe
il mostro che soffre e l'armatura che scricchiola
il suo occhio enorme che s'arrossisce
un colpo di tosse
e il tendine alzato del pugno in agguato si crepa
il sangue si scalda e sotto quella ferraglia un formicolio
mentre il cavallo bianco sgranchische la lingua
rabbrividisce dal fondo della coda, respira ossigeno e cade
anche quel pugno del saldo monoculo viene meno
eppure parrebbero ancora immobili, non è vero?
l'immobilità degli oggetti conserva una vuota prepotenza
fermo il ghigno, la ripresa, lo scatto del muscolo plastico
personaggi congelati
e io a immaginare l'effetto del disgelo
la temperatura dell'ambiente che ad un tratto incombe
il mostro che soffre e l'armatura che scricchiola
il suo occhio enorme che s'arrossisce
un colpo di tosse
e il tendine alzato del pugno in agguato si crepa
il sangue si scalda e sotto quella ferraglia un formicolio
mentre il cavallo bianco sgranchische la lingua
rabbrividisce dal fondo della coda, respira ossigeno e cade
anche quel pugno del saldo monoculo viene meno
eppure parrebbero ancora immobili, non è vero?
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